Gli studi di settore, elaborati mediante analisi economiche e tecniche statistico-matematiche, consentono di stimare i ricavi o i compensi che possono essere attribuiti al contribuente.
Sono utilizzati dal contribuente per verificare, in fase dichiarativa, il posizionamento rispetto alla congruità (il contribuente è congruo se i ricavi o i compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dallo studio, tenuto conto delle risultanze derivanti dall’applicazione degli indicatori di normalità economica) e alla coerenza (la coerenza misura il comportamento del contribuente rispetto ai valori di indicatori economici predeterminati, per ciascuna attività, dallo studio di settore), e dall’Amministrazione finanziaria quale ausilio all’attività di controllo.
I contribuenti che hanno annotato nelle scritture contabili ricavi o compensi, oppure registrato corrispettivi, per un ammontare inferiore a quello che risulta dall’applicazione dei parametri possono essere assoggettati ad accertamento. In questo caso, l’attività istruttoria dell’Agenzia delle Entrate viene sempre preceduta da un invito al contraddittorio. Si tratta di un’opportunità concessa al contribuente per produrre elementi e informazioni che permettono di giustificare del tutto, o in parte, lo scostamento dalle risultanze dei parametri. E' possibile evitare l’accertamento anche adeguando spontaneamente i ricavi e/o i compensi e il volume d’affari dichiarati rispetto agli esiti dei parametri.

(Fonte: Agenzia delle Entrate)

La Federazione ha partecipato alla Commissione degli Esperti di studi di settore (istituita presso l’Agenzia delle Entrate) chiedendo l’attenzione alla posizione delle situazioni a rischio di non congruità, tra cui soprattutto quella degli infermieri in Libera professione MONOCLIENTE, quelli cioè che pur essendo liberi professionisti hanno di fatto un solo contratto di lavoro autonomo con un ospedale, casa di cura, istituto carcerario o altro.
In particolare, la Federazione ha fatto presente all’Agenzia delle Entrate che si è registrato un aumento delle posizioni non congrue e per il quale sarebbe previsto un aumento ingiustificato della soglia dei compensi, sia a causa della contingenza generale, sia per l’andamento della professione che ha registrato invece una flessione di redditività già nel 2013-2014, aggravata nel 2014-2015.
La Federazione ha spiegato infatti all’ Agenzia delle Entrate che per le rilevazioni effettuate sull’anno d’imposta 2013, alla base della costruzione del prototipo di studio di settore, si considera come valore medio della resa oraria del professionista 26,68 euro, importo già sopravvalutato rispetto al 2013 e che a settembre 2015 non era più assolutamente significativo. Pertanto, l’applicazione del prototipo di studi di settore sugli anni d’imposta 2015 e seguenti spingerà senza ragione un numero consistente di infermieri liberi professionisti verso la non congruità.
Inoltre il prototipo dello studio di settore elaborato nel 2015, sulla base di dati delle dichiarazioni dei redditi 2013, è già superato dalla rapida evoluzione del mercato della domanda di servizi infermieristici libero-professionali.
Di qui le richieste presentate e accettate ovvero la sospensione dello studio di settore WK19U(sigla per infermieri libero-professionisti) per il 2015 o, in subordine, come poi deciso dalla Commissione, l’evoluzione anticipata (revisione) dello studio e, tenuto conto del rapido mutamento delle condizioni di svolgimento della professione infermieristica, l’attenzione in particolar modo per gli infermieri che prestano la loro opera a favore di un solo committente.

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